"Una matita italiana a Hollywood” la mostra su Giacomo Ghiazza a Palazzo Mazzetti

Dall’8 aprile al 17 settembre 2017 Palazzo Mazzetti (Corso Vittorio Alfieri 357, Asti) ospita la mostra “Una matita italiana a Hollywood. Giacomo Ghiazza – Storyboard Artist a cura di Umberto Ferrari.

La mostra, promossa da Fondazione Palazzo Mazzetti, Città di Asti e Fondazione Cassa di Risparmio di Asti è realizzata con il patrocinio di Regione Piemonte e Provincia di Asti e verrà inaugurata venerdì 7 aprile alle ore 18,00.

Il cinema è un’arte collettiva, e oltre ai mestieri più noti, come quelli di regista o attore, ce ne sono una miriade di altri, ugualmente affascinanti, ma poco conosciuti. Uno di questi è senz’altro quello di storyboard artist, professione sviluppatasi soprattutto a Hollywood.

Giacomo Ghiazza, uno dei maggiori storyboard artist, vive e lavora negli Stati Uniti dalla fine anni Ottanta ma la sua Asti non l’ha dimenticato e Palazzo Mazzetti, il museo più prestigioso della città, gli rende omaggio con una mostra.

Talento precoce, dopo gli studi artistici e una breve esperienza a Roma, dove comincia a disegnare storyboard per la pubblicità, Ghiazza viene folgorato dalla visione di “Incontri ravvicinati del terzo tipo” e dalla lettura di un libro che raccoglie i disegni realizzati per “I predatori dell’arca perduta”, entrambi di Steven Spielberg. Nel 1985 parte per l’America e nel 1988, con la scelta di trasferirsi a Los Angeles, centro nevralgico della produzione hollywoodiana, comincia per lui una carriera che continua ancora oggi con successo, contando decine di lungometraggi, come “Robocop 2”, “Speed”, “Twister”, “Fuga da Los Angeles”, “Face/Off”, “Vita di Pi”.

Nella sua lunga carriera, lavorando a pellicole d’avventura e fantascienza, ha collaborato con registi di prima grandezza come Barry Levinson, Paul Verhoeven, John Carpenter, John Woo, Ang Lee, e incontrato star come Arnold Schwarzenegger e Tom Cruise, contribuendo a più riprese alla riuscita di popolarissime saghe, come quella dei “Pirati dei Caraibi”, o “Mission: Impossible” e “Hunger Games”.

Ghiazza mantiene vivi i legami della nostra città con la storia del cinema, iniziati fin dai suoi albori, se si considera che dette i natali anche al regista Giovanni Pastrone, uno dei pionieri della settima arte, che nel 1914 con il kolossal storico Cabiria fece scuola in tutto il mondo per l’imponenza dei mezzi tecnici e artistici, citato e studiato da registi come David Wark Griffith, il padre del cinema americano. Quegli stessi kolossal, aggiornati con temi più moderni e tecnologie avanzate, sono diventati da decenni il punto di forza del cinema hollywoodiano, ma ancora una volta dietro al successo di molti di essi c’è la visione di un artista astigiano come Giacomo Ghiazza.

Gli storyboard costituiscono una pre-visualizzazione delle sequenze prima che vengano effettuate e servono anche da simulazione per studiare i movimenti di attori e macchina da presa, scegliendo le decisioni definitive che verranno adottate poi sul set al momento di filmare.

Oltre che un’importante selezione dei disegni dell’artista, ordinati in sequenze tali da rappresentare un’idea del suo lavoro per ogni lungometraggio, l’esposizione offre ai visitatori un viaggio all’interno della macchina-cinema, attraverso il racconto di una delle sue professioni meno conosciute, arricchito da manifesti, fotografie, musiche e immagini proiettate su schermi. Un percorso che, grazie a sequenze con un alto tasso di spettacolarità, costituisce inoltre una sintetica storia delle maggiori produzioni fantascientifiche e d’azione degli ultimi trent’anni.

Il catalogo curato da Umberto Ferrari, critico e storico del cinema ed edito da Sagep si pregia della prefazione di un altro celeberrimo astigiano, il Maestro Paolo Conte.

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