Mostra personale di Daniela Gioda al castello di Magliano Alfieri

Promossa dall’ Associazione Culturale “ Amici del Castello Alfieri “ e dal Comune di Magliano Alfieri, sabato 6 ottobre 2018, alle ore 16, si inaugura la mostra personale site specific dell’artista Daniela Gioda, che ha realizzato un progetto espressamente ideato per gli spazi del castello dove l’esposizione si diffonde, tra la Cappella esterna dei Battuti, gli spazi interni e la Cappella Gentilizia del Santo Crocefisso.
Con la suggestiva installazione museale dedicata ai Batù, che apre l’itinerario nella Cappella stessa, l’esposizione personale, curata da Silvana Nota, nasce da un lavoro condotto per molti mesi dall’artista , e coniuga, con unità di stile, la profondità tematica della ricerca all’ascolto dello spirito del luogo. Uno spirito locis del quale ha recepito la forza fin dal sopralluogo esplorativo, fondamentale momento di riflessione concepito non già ai fini di una visione logistica, ma nell’intento mirato di una cercata e voluta ispirazione focalizzata sull’idea di intercomunicazione tra arte, storia e natura, in sintonia con il concetto universale, comune a molte filosofie e culture, secondo il quale siamo parte di un Tutto, e il Tutto è parte di noi stessi.


Opere polimateriche, realizzate con Mixed Media, tra fotografia, tessuto, interventi di diverso tipo, si snodano in un’elaborazione spaziale contenutistica delle opere inserite in un concetto di allestimento, curato sempre da Daniela Gioda, di precisa attenzione e rispetto ai diversi ambienti.
Etica, e una spiritualità a carattere universale, sempre più riscoperta dall’arte contemporanea, rappresentano il filo conduttore delle opere che si susseguono secondo un’idea circolare incentrata sulla metamorfosi di vita, morte e rinascita.
Potente e di straordinario impatto, risulta l’installazione studiata per l’atmosfera scarna, affondata nella memoria del tempo ,della cappella dei Battuti. Alla Confraternita della SS.Trinità dei Battutti Disciplinandi (detti Battuti Rossi), Daniela Gioda rende infatti omaggio con una grandiosa opera aerea composta da una moltitudine di tuniche bianche a dimensione naturale. Di taglio geometrico, citano il classico saio con cappuccio indossato dagli uomini “Batù” nelle processioni e in altre funzioni religiose.
Sospese nello spazio, le soft sculpture, in costante e quasi impercettibile ondeggiare, prendono vita da teli di vecchie lenzuola (“rami” composti originariamente da tanti pezzi di canapa). Ma tra la folla delle sagome scaturite dai robusti e grezzi “lenzuoli” d’un tempo, in assoluto contrasto anche storico, altre presenze si stagliano nel coro originandosi da trasparenze di tulle bianco, a significare il desiderio ascensionale di una smaterializzazione del corpo, scaturita dal sincero e coinvolgente afflato spirituale, sentito e cercato tra il peso e la leggerezza dell’esistenza. Ad attraversarne l’insieme è infatti una striscia rossa, simbolo di amore, sacrificio, passione.


La grande scultura flessibile, intitolata “ La ricerca dello spirito, spirito dei luoghi “ , esprime inoltre la partecipazione con un proprio stile al movimento della Fiber Art, un linguaggio internazionale che vede il tessuto e la manualità come scelta concettuale di un recupero di conoscenze e significati.
Grazie alle molteplici letture di quest’opera, due tra gli elementi che la compongono sono stati presentati in anteprima nell’ambito della mostra “ ...nel mio rifiorire ti racconterò una storia”, inauguratasi nel settembre 2018 all’interno della XXXI Edizione Cambiano come Montmartre a Cambiano (TO).
L’itinerario prosegue con il drappo in entrata al Castello dove si libera nell’aria, come una preghiera tibetana al vento, l’opera “Chi sei tu? Che dividi il pane”, dedicata al valore del dono.


Nel Salone delle Aquile, con l’opera “Fili tirati, Libertà dai fili”, prodotta sull’esperienza di una perfomance di piazza a Torino, rende omaggio ad Antonio Adriano, che con le idee e le lunghe ricerche sul territorio ha contribuito alla realizzazione del Museo dei Soffitti in Gesso, e del Museo Teatro del Paesaggio.
Salendo al Piano Nobile, l’opera con impasti gessosi intitolata “Continuità” , è dedicata alla cultura materiale del territorio e al gesso, mentre una seconda opera, “ Adelante !3“ esprime attraverso una porta socchiusa l’idea di accoglienza. L’opera è stata recentemente selezionata nell’ambito dell’evento internazionale “Chiamata Aperta” Tramanda 2018 della Città di Chieri.
Trova posto nel Salone degli Stemmi, un’altra coinvolgente installazione intitolata “ Migrations”, dove l’immagine fotografica di abiti appesi agli alberi dai migranti esprimono la metafora degli uccelli migratori sempre in volo verso terre lontane.


Nella Cappella del Castello, la Cappella Gentilizia del Santo Crocefisso, la mostra si chiude invitando a proiettare lo sguardo su punti di vista d’infinito. In questo raccolto e antico spazio Daniela Gioda accosta tre opere, tutte riunite nel medesimo ciclo, che scendono dal soffitto a terra. L’opera centrale, dinanzi all’altare, intitolata significativamente “ Da cosa Nasce cosa”, opera, che ha ricevuto la Menzione Speciale 00042-Biennale Shingle 22J.Edizione 2017, si compone di un telo tripartito, che scivolando morbido riflette la luce richiamando quella del cielo a cui guarda l’umanità di ogni tempo. La vita e la morte,si incontrano in questo lavoro, per esprimere la rinascita attraverso la metamorfosi.
L’opera è un trittico riferito all’allegoria di Madre, Figlio e Spirito, alla Trinità del Cristianesimo, ma anche ai simboli di Pachamama e di molte altre Sacre Figure di religioni d’ogni tempo.
La continuità della vita, il desiderio di espansione degli orizzonti al fine di vedere nuovi mondi di bellezza e di silenziosa gioia, rappresentano dunque il messaggio centrale dell’opera e dell’intera mostra tra le cui righe è possibile leggere una poetica di speranza e di condivisione.

SINTESI BIOGRAFICA
Daniela Gioda è nata a Torino, dove nel 1978 si è diplomata presso il 1°Liceo Artistico maturando successivamente la sua esperienza a contatto con artisti di diverso linguaggio.
Artista visuale e docente di Vetrinistica e Visual Merchandising, si occupa inoltre di progetti di allestimento nel campo dell’arte contemporanea.
Da molti anni porta avanti una profonda ricerca intorno a temi etici e a tecniche innovative legate al mixed media e alla fiber art, esponendo in progetti italiani e internazionali nei quali viene invitata.
Tra i più recenti impegni e riconoscimenti figurano la Menzione Speciale 00042-Biennale Shingle 22J. Edizione 2017, mentre è stata selezionata tra gli artisti della Chiamata Aperta” Tramanda 2018 della Città di Chieri- Torino ed all’Exposicio internacional d’Art Textil – Art al Vent XV, a Gata de Gorgos, in Spagna.

Orari di visita alla mostra : Sabato e Domenica 10,30 - 18,30
Contatti : info@amicicastelloalfieri.org
daniela.gioda@libero.it
3355252543 Daniela Gioda

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