POST PUNK SITUATION

Una mostra fotografica, una rassegna cinematografica e una video room, una masterclass e un concerto dell’icona del punk rock Glen Matlock – membro del nucleo originario dei Sex Pistols.
Tutto questo – e molto altro – è il progetto Post Punk Situation di John Tiberi, in collaborazione con il M.A.C.I. e con la curatela di Alessandro Romanini, sviluppato grazie all’idea di Alfonso Sista, responsabile per la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Genova e le province di Imperia, La Spezia e Savona e il patrocinio del Comune di Imperia.

Una rassegna che racconta il movimento e l’estetica Punk e percorre un viaggio alle radici delle istanze controculturali e delle ribellioni “artistiche” del XX° secolo.

Ci sono dei momenti storici in cui avvengono delle rotture generazionali che tendono a fare tabula rasa con il passato, costruendo nuovi stili, comportamenti, ritmi e mode. Questo è quanto è accaduto in Inghilterra alla metà degli anni '70 del secolo scorso con il fenomeno del Punk - una rivoluzione musicale, estetica e sociale. Non solo distruzione dell’ordine costituito ma anche comunicazione del disagio di una generazione emergente.
In questo e in numerose altre analogie, il Punk trova una comunanza alle origini con un altro importante movimento di avanguardia, che nasce proprio nel territorio ligure.
E’ infatti a Cosio d’Arroscia – sulle Alpi Marittime liguri - che nel luglio del 1957, nella casa del giovane pittore locale Piero Simondo, si riunisce un eterogeneo gruppo di artisti e studiosi, che darà vita all’Internazionale Situazionista.
Tra questi, l’intellettuale francese Guy Debord – autore de La Società dello Spettacolo - gli artisti Asger Jorn e Pinot Galizio, la pittrice ed ereditiera americana ereditiera Pegeen Guggenheim (figlia di Peggy) e il suo compagno artista Ralph Rumney, accomunati dalla volontà di combattere l’alienazione della società dei consumi e valorizzare la fantasia e il gioco come filosofia di vita, all’insegna del motto “vivere senza tempo morto e godere senza ostacoli”.
Come sostiene John Tiberi “Il movimento situazionista ha saputo rielaborare le istanze rivoluzionarie delle avanguardie storiche creando una saldatura fra il movimento Dada, i movimenti studenteschi del 1968 e il Punk”.
Gli fa eco il curatore Alessandro Romanini “La mostra e il progetto nel suo complesso dimostrano come il Situazionismo prima e il Punk dopo, attraverso il ’68, abbiano influenzato tutti gli ambiti della cultura post-moderna e di quella contemporanea, dalla musica alla moda, dal cinema alla pubblicità, dalla letteratura all’urbanistica”.

Le foto di John Tiberi allestite nelle sale del M.A.C.I., mostrano allora il fenomeno Punk e i Sex Pistols in tutte le sfumature: dai movimentati concerti all’inizio della loro esperienza musicale, alle registrazioni in studio, dalle tournée (compresa la celeberrima serie di concerti in Scandinavia), ai viaggi - tra cui quello leggendario a Berlino dove fu composto il brano “Holydays in the Sun” (prodotto in studio dallo stesso Tiberi) – fino alla vita quotidiana della band lontana dai riflettori e la società del periodo.
Un consistente nucleo di documenti (fanzines, testi, libri...) e una sala video con inediti filmati dell'epoca, completano l’allestimento.

Una storia fatta di immagini, video, installazioni e ricordi personali, che coinvolgerà un’audience nazionale ed internazionale curiosa ed appassionata, ma anche un pubblico locale di giovani che riscoprono il Punk e di meno giovani, che il Punk lo hanno vissuto come esperienza di vita e di ribellione giovanile.

 

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