Cuneo

Palazzo Gotti di Salerano Museo Civico G.B. Adriani di Cherasco

Alla fine degli anni '60 dell’Ottocento Giovan Battista Adriani si ritirò a Cherasco, nel palazzo Brizio della Veglia, trasferendo con sé le sue preziose collezioni. Le sue personali preferenze lo portavano ad amare soprattutto il libro e le monete, ma non trascurava nulla cui potesse assegnare la qualifica di documento e, sulla base delle sue convinzioni più profonde, ogni cosa era attestazione di vita, cultura, civiltà. Negli anni la sua raccolta di libri, monete e antichità varie si arricchì notevolmente: chi frequentava la sua abitazione attestava trattarsi di un "magazzino" di carte e oggetti vari, talvolta organizzati in scaffali, monetieri, stipetti, cassettoni e mobili vari, altre volte più o meno provvisoriamente sistemati su tavoli o addirittura sul pavimento, perché Adriani amava quanto aveva raccolto, sentiva l'esigenza di avere tutto sottomano.
Maturò nella sua mente il proposito di una donazione ai Cheraschesi di tutte le sue raccolte, l’idea si concretizzò nell'atto notarile di donazione, steso il 18 febbraio 1898 dal notaio Giovan Pietro Fornaseri, che segna la data di nascita del "Museo e Biblioteca Giovambattista Adriani", perché la raccolta, unitariamente intesa, divenne subito accessibile al pubblico, pur restando nella casa privata del donatore sino alla sua morte, nel 1905.
Il Comune scelse poi di acquisire palazzo Gotti di Salerano come nuova sede per le collezioni. Il 19 novembre 1906 l’acquisizione fu formalizzata e l’edificio venne pagato con il lascito appositamente costituito da Carlo Galli della Mantica dieci anni prima. Il 20 settembre 1908 il museo fu inaugurato nel Palazzo Gotti di Salerano, dove occupa 8 sale del piano nobile, di cui 5 conservano affreschi di Sebastiano Taricco e scuola.

Le raccolte
Il museo presenta inizialmente in due sale il materiale archeologico, soprattutto romano e di provenienza locale, che acquisisce la sua importanza proprio dal fatto che è stato in gran parte recuperato in città o nei dintorni (vasi, vetri, urne cinerarie, unguentari, bronzetti, lucernette, epigrafi). Si segnalano due elementi di stele romana del I° sec. d.C., oggetto di riuso qualche secolo dopo, prototipi della rinascita di una scultura altomedievale in Piemonte.
La terza sala (il “salone della Sapienza”) contiene un lapidario cheraschese (stemmi, iscrizioni dedicatorie, capitelli romanici, decorazioni architettoniche), una collezione di sigilli papali, religiosi e laici medievali e moderni, una serie di medaglioni e medaglie dal Quattro al Settecento (Matteo de’ Pasti, Pisanello, Sperandio, ecc.) una collezione di manoscritti autografi di personaggi della storia piemontese e antichità medievali e moderne. Nella quarta sala (della “Grazia”) e nella quinta (Alcova) sono esposti, alle pareti, quadri ad olio, acquerelli e stampe dal ‘600 all’800 e, nelle bacheche, insieme alle testimonianze relative a Giuseppe Vayra e a Salvatore Vitale, una ricca collezione di medaglie, in cui sono ultimamente confluite numerose medagliette religiose-devozionali dell’Otto e Novecento.
La sesta sala (Pregadio) è ornata da una tavola quattrocentesca della Madonna con Bambino e Sante (attribuita ad Agostino Bianchettida una Giuditta (attribuita a Caravoglia) e da due banchi da chiesa con stemmi. La settima sala contiene mobili e documenti cheraschesi. L’ottava è dedicata ancora a mobili, stampe, disegni di interesse cheraschese o piemontese (mappe, alberi genealogici, carte geografiche, ecc.) e busti di personaggi risorgimentali. In particolare si segnalano 4 vedute (Sacra di S. Michele, Superga, Monte dei cappuccini, Castello di Moncalieri) di raffinata fattura.
La nona sala, nell’ala nord del palazzo, è dedicata ad una parziale esposizione della collezione numismatica di Adriani, che è in fase di catalogazione e studio e che conta all’incirca 12 mila pezzi e che potrebbe diventare forse il secondo polo piemontese del settore, dopo Torino.

La sede del museo: il palazzo Gotti di Salerano
Il fascino del Museo è certo legato alle collezioni che il fondatore ha lasciato, alla sua particolare sistemazione, ormai secolare, ma soprattutto all’atmosfera creata dagli affreschi. Si tratta indubbiamente del capolavoro di Sebastiano Taricco (Cherasco 1641 – Torino 1710), un artista cheraschese pienamente meritevole dell’interesse, degli studi e della rivalutazione di cui è stato oggetto recentemente. Nel salone il pittore ha illustrato il tema della umana sapienza in una serie di quadroni, ovali e cornici varie inserite in un colonnato prospettico, arricchito da purpurei tendaggi, su cui si affacciano ancora tanti putti e tante allegorie in un discorso profondamente legato alla cultura del tempo. Ogni scena è sottolineata da una scritta che rimanda ad un’altra, permettendo in questo modo una ricostruzione logica del discorso. Gli affreschi, che sono da collocarsi nel penultimo decennio del Seicento, continuano ancora nelle sale successive, presentando la Rivelazione come superamento della filosofia e dei suoi limiti umani, per finire col tema del sonno (Alcova) e con gli Evangelisti (Pregadio). Una saletta della sezione archeologica reca nella volta lo stemma “matrimoniale” dei Gotti e dei Ratti a segnalare un’alleanza familiare che probabilmente fu alla base del progetto della decorazione.

Curiosità

MONUMENTI CITTADINI
La Chiesa di Sant'Agostino accanto all'Arco del Belvedere, costruito tra il 1647 e il 1688 per l'esenzione della peste del 1630; la Chiesa di San Pietro del XII - XIII secolo; la Chiesa di San Martino del XIII - XIV secolo; il Santuario della Madonna del Popolo. Palazzo Salmatoris, dal nome del nobile locale che lo volle costruire nel 1620, è un importante sede di mostre e rassegne culturali.

NEI DINTORNI
Bra; Alba; castelli delle Langhe e del Roero; complesso di Pollenzo, Università di Scienze Enogastronomiche e Banca del Vino; cantine vinicole.

PRODOTTI TIPICI
Lumache (Cherasco è sede dell'Istituto Internazionale di Elicicoltura); i Baci di Cherasco, dolci di cioccolato e nocciole. I vini di Langa e Roero.

SPORT
Campo da golf, campi da tennis e Volley; Gruppo Sbandieratori di Cherasco

Eventi

13 maggio 2018 GIORNATA DEI CASTELLI APERTI
Apertura 9.30-12.30 15.00-18.30.
26 marzo: Mercato dell'Antiquariato.
6 maggio: Mercato del Mobile Antico, della Ceramica e del Vetro d'Arte.
17 giugno: Mercato del Retrò.
9 settembre: Mercato dell'Antiquariato.
14 ottobre: Mercato del Giocattolo Antico, della Carta e della Produzione Artistica.
11 novembre: Mercato dei Prodotti Biologici e del Cioccolato.
2 dicembre: Mercato dell'Antiquariato.

Indietro

2018
Da marzo a dicembre: domenica e festivi.
Aperto nelle festività: Pasqua; Pasquetta; 25 aprile; 1 maggio; 2 giugno; 15 agosto; 1 novembre; 8 dicembre.

9.30-12.30, 15.00-18.30.

Visita libera.

Gratuito.

Logo Castelli Aperti

Utilizzando questo sito web, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la nostra politica sui cookie.