Castelli Aperti
 

 

Gli appuntamenti della settimana del 19 ottobre


 

Domenica 19 ottobre numerose le proposte di visita nelle zone dell'Alto Monferrato e del Basso Monferrato

Le proposte di Castelli Aperti per domenica 19 ottobre partono dalla zona dell'Alto Monferrato. Ad Acqui Terme sarà possibile visitare il Museo Civico Archeologico - Castello dei Paleologi (ore 11.00-13.30 e 15.30-17.30 visite libere).
Poco distante da Acqui apre il castello di Morsasco (turni orari ore 11, 15, 16, 17) la cui interessantissima storia è legata a Giovan Battista Lodron, condottiero e diplomatico dell'Imperatore Carlo V.
Per una pausa pranzo, il castello di Trisobbio (10.00 - 13.00; 15.00 - 19.00), oltre ad essere visitabile gratuitamente, offre un servizio di ristorazione
Per chi preferisce una visita a un museo, a ovest di Alessandria è sempre aperto il museo La Torre e il Fiume di Masio (dalle 15.00 alle 18.30; visite libere), un affascinate percorso in verticale che narra la storia delle torri del territorio, costruzioni nate come simbolo del potere dei comuni in epoca medievale e diventate elemento caratterizzante del paesaggio in età moderna.
Nella zona del Basso Monferrato, sono imperdibili le visite al castello di Giarole (10.00-12.00; 14.30-17.30 in turni orari) e al castello di Piovera (unico turno di ingresso ore 15.30), entrambe dimore private.
A Rosignano Monferrato si può prenotare una visita al magnifico castello di Uviglie (orario unico 10.30), tipica dimora nobile di villeggiatura. Sempre in zona è d'obbligo una passeggiata nello splendido parco di Villa La Scrivana a Valmadonna (aperto dalle 15.00 alle 17.30)
Infine, nel territorio a est di Alessandria è aperto il castello di Pozzolo Formigaro (dalle 15.00 alle 18.30; ingresso gratuito)

 

Domenica 19 ottobre visite guidate al castello di Bubbio

Per domenica 19 ottobre Castelli Aperti consiglia in provincia di Asti la visita del castello di Bubbio.
La prestigiosa dimora storica, è citata per la prima volta nel XII secolo tra i possedimenti di Bonifacio Minore di Cortemilia, figlio di Bonifacio Marchese del Vasto. Nel 1205 fu ceduta a Manfredo II di Saluzzo, successivamente, il figlio, Oddone IV del Carretto, dona la quarta parte di Bubbio al Marchese di Ceva, per ricompensarlo dai molti servizi da lui ricevuti. Pochi anni dopo Bubbio ritorna sotto il dominio di Manfredo III di Saluzzo anch'egli figlio di Manfredi II. Intorno al 1342 la sovranità della Valle Bormida passò per la prima volta ai Marchesi del Monferrato. Nel XV secolo Amedeo VII di Savoia sottrae il castello alla dominazione monferrina per restituirlo subito dopo. Nel XVII secolo venne distrutto dal passaggio degli Spagnoli. A fine Settecento Angela Maria Eleonora Cacheramo-Crivelli lo passò con tutti i diritti feudali ad Annibale Galvagno, figlio di Giuseppe conte di Cassinasco. Annibale Galvagno aveva trascorso molti anni della sua vita alla corte di Carlo IV Borbone e qui, aveva assorbito il gusto e lo stile di vita napoletano, tanto che chiamò per il restauro del castello G. Fiore architetto che aveva lavorato per le regie fabbriche di Napoli.
Il castello, come oggi lo vediamo, è frutto dei lavori effettuati tra la fine del Settecento e l'Ottocento. Si presenta come un elegante edificio a forma rettangolare con il grande torrione ed è circondato da un che mette insieme elementi di interesse botanico con la suggestione delle fioriture stagionali.
L'interno ha mantenuto le decorazioni e gli arredi storici offrendo al visitatore di rivivere uno scorcio di vita nobiliare dell'Ottocento.
Il castello di Bubbio per la conservazione degli interni e del giardino rappresenta un unicum ricco di suggestione.
Il castello è aperto dalle 10.00 alle 18.00. I turni visita sono orari: 10.00, 11.00, 15.00, 16.00, 17.00. Il costo biglietto è di 6,00 euro intero.
Di seguito le altre strutture aperte in provincia di Asti per domenica 19 ottobre
Castello di Castelnuovo Calcea (9.00-19.00; visite libere)
Palazzo Mazzetti (10.30 - 19.30)

 

Castelli Aperti: domenica 19 ottobre apre al pubblico il castello di Monteu Roero

Domenica 19 ottobre apre eccezionalmente il castello di Monteu Roero. Dimora privata e quindi spesso inaccessibile ai visitatori, il castello quest'anno ha aderito per la prima volta alla rassegna Castelli Aperti. Un'occasione unica dunque, per scoprire una delle più affascinanti dimore storiche private del Roero.
Il Castello posizionato in alto, sulla cima di una collina scoscesa, oltre ad assicurare una splendida vista sul Roero, garantiva la supremazia strategica, la sicurezza della fortezza e dei suoi abitanti. Motivo per il quale sono molti i nomi di imperatori e regine che hanno sfruttato la bellezza e la protezione di quella posizione ineguagliabile.
L'anno che può essere fatto coincidere con la nascita della storia del Castello è il 1041, anno in cui Enrico III concede la terra a Guido Biandrate, il costruttore del maniero. I Biandrate, proprietari del Castello per tre secoli (fino al 1299) lo vendono ai Roero e, sotto il dominio di questa famiglia, la dimora storica viene ristrutturata lasciando in eredità alcuni particolari costruttivi dell'epoca di incredibile valore e bellezza.
Il Castello viene ampliato tra il 1570-1575 raggiungendo il periodo di massimo splendore. Purtroppo a causa del terremoto del 1887 alcune parti fortemente danneggiate vennero abbattute e mai più ricostruite. Cosi è giunto a noi pur mantenendo l'affascinante e minaccioso aspetto di un tempo.
Dal 2012, la famiglia Berta è la proprietaria del castello.
All'interno, di particolare interesse sono i due saloni affrescati nel tardo '500 e '600, raffiguranti il Mito di Dedalo e Icaro, il Mito di Fetonte, il Mito delle Ore, le Allegorie del Giorno e della Notte, un camino scolpito in stile rinascimentale e una statua Ebe di scuola canoviana. Nel salotto adiacente al salone centrale è, poi, raffigurata la protezione della Vergine nella liberazione di Bonifacio Roero dalla prigionia durante le Crociate. Affascinante è la chiesetta consacrata all'interno del Castello, un luogo di purificazione e preghiera, che sembra estrapolarsi dal tempo. La biblioteca, una perla di cultura, contiene libri di medicina, letteratura e filosofia risalenti al '500.
Il castello è aperto dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 18.00. Le visite sono guidate con partenza da Piazza Roma ogni 30 minuti.
Si consiglia vivamente di prenotare all' Associazione culturale Bel Monteu 3337678652. Non è garantita la visita senza la prenotazione
LE ALTRE APERTURE DI CASTELLI APERTI DI DOMENICA 19 ottobre IN PROVINCIA DI CUNEO
CASTELLO DI ROCCA DE' BALDI - MUSEO ETNOGRAFICO PROVINCIALE ore 14.30 - 18.30
CASTELLO DELLA MANTA ore 10.00 - 17.00
CASTELLI TAPPARELLI D'AZEGLIO A LAGNASCO ore 9.30 - 12.30; 14.30 - 18.30
CASTELLO DI GOVONE ore 10.00 - 12.00; 15.00 - 18.00
CASTELLO DI MONTICELLO ore 10.00 - 12.00; 14.30 - 18.30
CASTELLO DEL ROCCOLO DI BUSCA ore 14.30 - 19.00
CASTELLO REALE DI RACCONIGI: ore 9.00 - 19.30
CASTELLO DI SALICETO visite guidate ore 15.00 e 16.30
CASTELLO DI SERRALUNGA: ore 11.0-13.00; 14.00-18.00 - Ultima visita ore 17.15.
FORTE ALBERTINO DI VINADIO ore 14.30 - 19.00
GIARDINI DI VILLA BRICHERASIO A SALUZZO ore 9.30 - 12.30; 14.30 - 19.00
MUSEO CIVICO LUIGI MALLE' DI DRONERO ore 14.30 - 19.00
IL FILATOIO DI CARAGLIO ore 10.00 - 19.00
BORGATA MUSEO BALMA BOVES ore 14.30 - 18.30
PALAZZO SARRIOD DE LA TOUR A COSTIGLIOLE SALUZZO ore 10.00 - 19.00
SISTEMA URBANO INTEGRATO DI MONDOVI'
TORRE CIVICA DEL BELVEDERE ore 15.00-18.00
MUSEO CIVICO DELLA STAMPA ore 15.00-18.00
MUSEO DELLA CERAMICA ore 10.00-18.00
CIRCUITO DI VISITA DI SAVIGLIANO
MUSEO CIVICO A.OLMO E GIPSOTECA D. CALANDRA: ore 10.00-13.00; 15.00-18.30
TORRE CIVICA: ore 10.00-12.30; 14.30-18.30. Per la visita rivolgersi all'Ufficio Turistico.
PALAZZO TAFFINI D'ACCEGLIO: ore 10.00-12.30; 14.30-18.30. Per la visita rivolgersi all'Ufficio Turistico.
SISTEMA MUSEALE URBANO DI BRA:
MUSEO CIVICO CRAVERI: ore 10.00-12,30; 15.00-18.00
MUSEO CIVICO DI PALAZZO TRAVERSA: ore 10.00-12,30; 15.00-18.00
MUSEO DEL GIOCATTOLO: ore 10,00-12,30; 15,00-18,30

 

A occhi aperti alla Reggia di Venaria

Prosegue fino all'8 febbraio 2015, presso le Sale delle Arti della Reggia di Venaria, la mostra A occhi aperti. Quando la Storia si è fermata in una foto. A cura di Alessandra Mauro e Lorenza Bravetta, l'esposizione è una produzione esclusiva ed inedita per La Venaria Reale realizzata dal Consorzio La Venaria Reale con Contrasto e Magnum Photos a partire dal libro A occhi aperti di Mario Calabresi (pubblicato da Contrasto).
"Cosa potremmo sapere, cosa potremmo immaginare, cosa potremmo ricordare dell'invasione sovietica di Praga se non ci fossero, stampate nei nostri occhi, le immagini di un ‘anonimo fotografo praghese', che si scoprì poi chiamarsi Josef Koudelka? Quanta giustizia hanno fatto quelle foto, capaci di raccontare al mondo la freschezza e l'idealismo di una primavera di libertà. Ci sono fatti, pezzi di storia, che esistono solo perché c'è una fotografia che li racconta."
Così ha scritto Mario Calabresi che, appassionato di fotografia, ma anche e soprattutto di giornalismo e realtà, ha intrapreso un viaggio molto speciale: un viaggio profondo ed affascinante nella storia recente, cercando alcuni dei "testimoni oculari" che con il loro lavoro, e la voglia di scavare tra le pieghe della cronaca, hanno raccontato alcuni momenti straordinari del nostro presente in una serie di immagini realizzate con gli occhi ben aperti sul mondo. Ne è nato un libro, A occhi aperti, appunto, che ha raccolto le interviste, vibranti e palpabili, a dieci grandi fotografi, dieci testimoni del nostro tempo.
Il progetto del libro diventa un'imperdibile mostra nella straordinaria cornice della Reggia di Venaria: attraverso le oltre cento fotografie esposte, lo stesso Mario Calabresi ci accompagna in un viaggio coinvolgente che offre al visitatore la possibilità di guardare il mondo da una prospettiva incredibilmente privilegiata: quella degli occhi dei grandi reporter. Ecco allora Paul Fusco che racconta i funerali di Bob Kennedy; Josef Koudelka che descrive il mondo, condannato all'oblio, degli zingari dell'Europa dell'est. E poi Steve McCurry e la sua Asia ancora sconosciuta, e molti altri grandi nomi della fotografia internazionale.
Informazioni e prenotazioni:
tel. +39 011 4992333

 

San Sebastiano. Bellezza e integrità nell'arte tra Quattrocento e Seicento al castello di Miradolo

Ha aperto al pubblico il 5 ottobre, al Castello di Miradolo, la grande mostra dedicata a San Sebastiano, curata da Vittorio Sgarbi con la collaborazione di Antonio D'Amico. A proporre la mostra-evento è la Fondazione Cosso, presieduta da Maria Luisa Cosso, nell'affascinante cornice del Castello di Miradolo, a pochi chilometri da Torino. Il Castello è un maniero neo gotico, da poco restaurato, immerso in uno dei più lussureggianti parchi romantici del Piemonte, ai piedi delle colline di Pinerolo, all'imbocco della Val Chisone e della Val Pellice.
Per l'occasione della mostra al Castello di Miradolo, Vittorio Sgarbi e Antonio D'Amico hanno selezionato oltre quaranta capolavori, dal Rinascimento al Seicento inoltrato, secoli in cui la storia dell'arte ci ha offerto grandi e straordinari capolavori.
Il percorso prende avvio con Andrea della Robbia che modella l'anatomia del giovane Sebastiano con grande raffinatezza, levigando le membra con la terracotta invetriata. Si prosegue con uno sguardo nella Venezia del Quattrocento, dove Carlo Crivelli interpreta con grande suggestione, tra la laguna e le Marche, la figura di un giovanetto nudo e invaso dalle frecce. Sul suo viso compare la smorfia: è l'uomo del Rinascimento con le sue passioni e le sue aspettative sul mondo e nel futuro.
Ludovico Carracci interpreta il secolo della grande Riforma Cattolica mostrandoci un atleta gentile che cita passi di danza e si muove leggiadro nei meandri della fede. Lo splendido paesaggio è la scena suggestiva che ospita la Vergine col Bambino e uno statuario Sebastiano, dipinto da Paris Bordone, che ci guarda e assiste silenzioso al mistico dialogo. Compagno ideale è il solitario e meditabondo San Sebastiano di Tiziano che proviene da una importante collezione privata americana e che giunge in Italia per la seconda volta. Il Seicento si apre con l'accesa armonia dei colori e le audaci forme che in Rubens, che da Anversa giunge in Italia, tra Mantova e Roma, trovano un risvolto leggiadro, suadente e delicato: il Rubens della Galleria Corsini di Roma esce dalla stanza dell'Alcova di Palazzo Corsini alla Lungara per la prima volta dopo tanti anni. Pittura tattile è quella del Seicento che mette in campo gli affetti con un inedito Guercino, di recente scoperto e custodito in una collezione privata americana, con l'altro, compagno ardito, della Galleria Nazionale delle Marche. L'aspetto della devozione è sublimato con Guido Reni che lega il bel Sebastiano a un albero in un'atmosfera calda, serale, intima, pregna di una Bologna in cui i dettami del Concilio di Trento, applicati dal Cardinale Gabriele Paleotti, sono ancora nevralgici e di forte attrazione e rispetto per gli artisti. L'ondata caravaggesca, poi, tocca un inedito culmine con un dipinto eccezionalmente dato in prestito dal Cardinale di Milano, che rivela accenti nordici con una straordinaria verità nel volto e nella posa dell'uomo "santo". Gli echi caravaggeschi, poi, mostrano la passione con Ribera e l'ardita partecipazione al martirio con Nicolas Regnier e con l'affascinante Matthias Stomer dei Girolamini di Napoli; accezioni preziose del caravaggismo internazionale. La narrazione ideale, di coinvolgimento emotivo, trova due capisaldi nel Mattia Preti di Capodimonte e nei Luca Giordano che cavalcano il Seicento e aprono il secolo successivo lasciandosi alla spalle la pittura di verità e la ritualità del vero.
La mostra offre un excursus dentro quasi tre secoli, operando affascinanti confronti sul soggetto: il medesimo artista che adotta differenti soluzioni formali, pose e ambientazioni in anni ravvicinati letti da artisti diversi, materiali differenti e modellati per capirne cambiamenti e intenti devozionali e di fama della figura del santo da nord a sud. Un percorso che dalla seconda metà del Quattrocento giunge agli albori del Settecento, contemplando assoluti capolavori.
La mostra è visitabile il giovedì e il venerdì: 14.00-18.00
Sabato, domenica e lunedì: 10.00-18.30
Ultimo ingresso in mostra un'ora prima della chiusura.

Per informazioni:
tel. 0121/502761
info@fondazionecosso.it

 

 

Polvere di stelle porta a Mondovì la ceramica contemporanea internazionale

Prosegue a Mondovì, presso il Museo della Ceramica (Palazzo Fauzone di Germagnano in piazza Maggiore 1) la mostra, promossa dal Comune di Mondovì, "Polvere di stelle. La ceramica contemporanea di Céleste Boursier-Mougenot e Matteo Rubbi" a cura di Chiara Bertola, Giacinto Di Pietrantonio e Christiana Fissore. L'esposizione, organizzata dall'Associazione Culturale Marcovaldo e dalla Fondazione Museo della Ceramica Vecchia Mondovì, è l'evento culturale di maggior rilievo del progetto "Ceramicarte", di cui il Comune di Mondovì è capofila in partenariato con il Comune francese di Moustiers Sainte Marie. Tutte le attività di "Ceramicarte", volte alla valorizzazione della ceramica, sono attuate con il sostegno dell'Unione Europea (FESR - Fondo Europeo di Sviluppo Regionale) e della Regione Piemonte nell'ambito del programma "Alcotra". L'esposizione resterà aperta fino al 28 dicembre il venerdì e sabato dalle ore 15 alle 18, la domenica dalle 10 alle 18. Per maggiori informazioni telefonare al numero 0174/40389 o scrivere a turistico@comune.mondovi.cn.it o direzione@museoceramicamondovi.it.

 

Al Filatoio di Caraglio le opere di Luigi Mainolfi raccontano la pelle della terra

Prosegue presso il Filatoio di Caraglio (via Matteotti, 40), "La pelle della terra. Luigi Mainolfi. Opere dal 1969 al 2014", mostra a cura di Alessandro Carrer e Marisa Vescovo. L'evento è promosso dall'associazione culturale Marcovaldo, con il sostegno della Regione Piemonte, della Compagnia di San Paolo e della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, il contributo del Comune di Caraglio e della Fondazione Il Filatoio. L'esposizione resterà aperta al pubblico fino al 16 novembre dal giovedì al sabato dalle ore 14,30 alle 19, la domenica e i festivi dalle 10 alle 19. Sono previste aperture su prenotazione per scuole e gruppi. Per maggiori informazioni telefonare allo 0171/618260 o visitare il sito Internet www.marcovaldo.it.

 

Per conoscere le strutture in dettaglio, per informazioni sugli orari, turni di visita e costi dei biglietti consultare il sito: www.castelliaperti.it o scrivere a segreteria@castelliaperti.it

 

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