Concerto d'estate - Aspettando l'alba al castello di Miradolo

Due performance, distinte ma complementari, quella del 21 e quella del 23 giugno, che rivelano l’anima del Concerto: la prima al calare della sera, alle 21.30, la seconda al nascere del giorno, alle 4.30, aspettando l’alba. Il pubblico può scegliere quando partecipare, e quando tornare, per non perdere l’esperienza all’alba ma neppure la magia del calare del sole, quando il Parco si addormenta e nella radura arrivano le lucciole.

Le due performance, indagano il tema del rapporto tra natura e artificio: l’evento è infatti concepito appositamente per la radura degli alti Tassodi del Parco storico e in relazione al variare della luce naturale sotto le chiome. La scelta della partitura sottolinea questo rapporto: nel minimalismo, un’idea musicale viene ripetuta all’infinito e variata, impercettibilmente, in ogni ripetizione; questo senso di costante e continuo cambiamento lega, in modo profondo, musica e natura. Mentre il pianoforte, la marimba e il toy piano, sparsi sotto i grandi alberi, creano la cadenza e l’impianto regolare e meccanico della composizione, l’elasticità delle corde degli archi, il violino e il violoncello, e, soprattutto, la voce contrappongono un’altra pulsazione, che è un soffio, un respiro in cui ascoltare il suono dell’organico e della vita. Da una parte, quindi, il tempo che si crede oggettivo; dall’altra, la soggettività della presenza. Tutto attorno, la radura con il suo suono, che sembra svanire nella notte in un silenzio assordante, o che cresce, al risveglio degli uccelli, all’alba.

Il ruolo del pubblico, nelle performance del progetto Avant-dernière pensée, è centrale. In questo caso, può muoversi negli oltre 400 metri quadrati della radura e fruire dell’esecuzione soltanto attraverso le cuffie Silent System luminose. Infatti, grazie a un sistema complesso di sovra incisioni e di loop, e grazie alla particolare natura del brano, che ha nella ripetizione una sua caratteristica strutturale, i cinque esecutori compongono tutte le 18 linee originarie: il pubblico può ascoltarle sia nell’atto della loro esecuzione dal vivo senza alcuna mediazione, sia, contemporaneamente, nella loro registrazione e riproduzione. In cuffia, è possibile ascoltare l’intera composizione, una sorta di concerto grosso; togliendola, i solisti, il concertino, che si confonde con il suono proprio della radura.

La performance si compone, oltre che dell’esecuzione musicale, di un disegno luci e di un’installazione video. Le luci segnano il mutare delle scene, impercettibilmente, e tracciano un tempo visivo sugli elementi architettonici che caratterizzano la radura, gli alberi e gli arbusti, illuminandoli di tonalità tenui e delicate. L’installazione video, realizzata filmando una natura mediterranea selvaggia e incontaminata, dialoga con lo scenario visivo delle luci e contrappone, alla sua presenza reale, una natura virtuale. Onde, rocce, vegetazione spontanea vengono riprodotte rallentando un movimento o un’azione di oltre trenta volte, come smontate dal mezzo filmico, che le scompone in istanti infinitamente brevi.
Il 21 giugno, le luci e l’installazione video invadono, idealmente, il buio della notte, come a compensare la paura o l’inquietudine dell’oscurità, mentre arrivano quasi a scomparire la mattina del 23 giugno, sovrastate dalla luce dell’alba che si diffonde nella radura.

Ciascuna esecuzione è arricchita da una guida all’ascolto curata da Roberto Galimberti, ideatore del progetto artistico, che dialogherà con il pubblico per introdurlo e guidarlo: un momento di condivisione importante che completa la fruizione della performance.
Domenica 23 giugno, al termine del Concerto e al sorgere del sole, è possibile fare colazione . Esclusivamente per chi prenota la colazione con anticipo, è possibile ottenere una riduzione sul biglietto di ingresso del Concerto.

La prenotazione del Concerto è obbligatoria allo 0121.502761 e-mail prenotazioni@fondazionecosso.it.

Gli esecutori:
Roberto Galimberti, violino e direzione
Francesca Lanza, voce
Laura Vattano, pianoforte
Marco Pennacchio, violoncello
Alberto Occhiena, marimba

I tecnici:
Marco Ventriglia, audio e supervisione tecnica
Edoardo Pezzuto, luci

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