Giocare la vita

Dopo la ripresa delle visite guidate avvenuta domenica 16 maggio nell’ambito della rassegna Castelli Aperti, anche la ormai tradizionale attività espositiva al castello di Monastero Bormida sta per entrare nel vivo.

L’antologica annuale – dedicata in questa edizione 2021 al “900 nel Basso Piemonte” - aprirà i battenti a inizio settembre, ma nel frattempo,  fino al 25 luglio, le suggestive sale del piano sottotetto ospitano le opere del pittore canellese Massimo Berruti, che a Monastero Bormida è legato non solo per motivi artistici, ma anche per meriti sportivi, dal momento che rappresenta un autentico mito della pallapugno e che proprio nello sferisterio “Laiolo” conquistò numerosi titoli nazionali in competizione con l’altrettanto grande Felice Bertola.

La mostra vede esposte oltre 70 opere significative del suo stile inconfondibile. La ricerca pittorica di Berruti si è legata, agli esordi, alla più raffinata Pop Art europea, per proseguire in modo personalissimo con una tecnica difficile come il ritratto eseguito all’aerografo senza l’ausilio di fotografie. Nei ritratti di Berruti, specie quelli femminili, traspare a volte un sottile erotismo oppure una gioia nascosta, un senso di malinconia oppure di abbandono alla dimensione onirica. L’arte di Berruti si muove sulla stessa lunghezza d’onda di quei ritrattisti che hanno saputo indagare la fisionomia dei personaggi mettendone in risalto, con ombre e sfumature spesso impercettibili, diversi aspetti del carattere.

Ma egli non dimentica, nelle creazioni artistiche, il suo passato da grande campione sportivo. Lo sport e l’arte sono infatti due facce della stessa medaglia per Massimo Berruti, che spesso inserisce figure di atleti nei suoi quadri: sovrapposizioni di elementi grafici e pittorici che vanno a costruire un mondo multidimensionale di emozioni.

I ritratti che Berruti espone a Monastero Bormida si presentano, perciò, come una specie di galleria degli specchi dove lo spettatore può in qualche modo ritrovare emozioni perdute o viverne di nuove… anche grazie ai “dipinti spaziali” dai quali emerge fortissima la dimensione del silenzio; una pittura esistenzialista che trae origine da riflessioni sulla dimensione universale nella quale gli esseri umani sono immersi, come polvere, in un oceano cosmico.

 La mostra – ad ingresso gratuito – è visitabile il sabato dalle 16 alle 19 e la domenica dalle 10,30 alle 12,30 e dalle 16,00 alle 19,00, fino al 25 luglio. Per gruppi che intendono effettuare la visita nei giorni feriali è possibile prenotare contattando il Comune di Monastero Bormida – mail: info@comunemonastero.at.it – tel. 014492058 – 3280410869 – o la Associazione Museo del Monastero – mail: museodelmonastero@gmail.com – tel. 3496760008

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