Giardino Di_Vino al castello di Morsasco

Nel giardino del castello di Morsasco c’è un nuovo appuntamento con le degustazioni di prodotti del territorio.
Il 31 agosto e il 1° settembre alle 18 si inizia con la visita guidata al castello e, al termine, aperitivo con i vini del territorio in abbinamento ai salumi della Sila e altre sfiziosità locali. L’aperitivo sarà in giardino e potrà essere un’ottima occasione per sfuggire alla calura delle città e approfittare del clima ventilato di Morsasco.
Il castello è aperto alle visite tutti i giorni previo appuntamento.

Il castello sorge sulla sommità della collina che domina la pianura del Bormida in direzione di Acqui Terme. I primi documenti sono del XIII° secolo quando sappiamo che feudatari del luogo erano gli aleramici Del Bosco che ben presto lasceranno il posto ai Malaspina di Molare-Cremolino. Morsasco a metà del Quattrocento darà origine alla dinastia dei Malaspina di Morsasco che saranno ancora presenti sul territorio a inizio del ‘500 quando il ramo di Cremolino sarà ormai estinto.

Nel Cinquecento, Morsasco è il feudo del Conte Giovan Battista Lodron, colonello dell’imperatore Carlo V e suo ambasciatore a Venezia. Condottiero stimato, in Monferrato, è artefice di molte operazioni militari che porteranno alla distruzione del castello di Vignale Monferrato e Fubine. Dopo la morte di Violante Malaspina, sposa Bianca Caterina Stampa, vedova del maestro di casa di Ludovico il Moro; importante donna del Rinascimento che, a Milano, nominava i banchieri ebrei e dirimeva i conteziosi nella comunità ebraica. Alla morte di Giovan Battista ereditano i figli di Violante, Alberico e Ferrante. Alberico si distingue sia in battaglia che nella passione per le arti. Partecipa a molte spedizioni militari nel sud d’Italia con il Duca D’Alba e nella battaglia di Lepanto si fa onore, tanto da essere celebrato da poemi del tempo. Il conte muore a Messina, lasciando 3 figli.

Alla fine del Cinquecento, Morsasco con i suoi feudi (Orsara Bormida, Grognardo, Cavatore e Castagnole) ritornano alla camera ducale. Nel 1599, a Morsasco entra Barnaba Centurione Scotto, ricco banchiere genovese, infeudato dai Gonzaga come marchese. I Centurione Scotto erano stati tra i finanziatori delle spedizioni di Cristoforo Colombo in America, come viene celebrato nell’affresco dell’”Evangelizzazione del nuovo mondo” di Bernardo Strozzi al piano nobile di Palazzo Lomellino– ex Centurione Scotto di via Garibaldi a Genova. I Centurione Scotto avevano anche il controllo della strada che da Genova portava a Piacenza: a Gorreto, dove si attraversa il fiume Trebbia, si pagava gabella al Marchese di Morsasco. La famiglia è l’artefice dell’ampliamento settecentesco del castello a cui si deve la sala per il gioco della Pallacorda, ora in restauro.

Dell’epoca è anche la bella cappella gentilizia in marmi pregiati e la pala d’altare con San Bernardino di Siena e Santa Caterina da Siena, patrona d’Italia e della famiglia Centurione Scotto, che avevano ospitato la santa a Genova nel Trecento.

Nel 1916, il castello viene acquistato dal marchese Domenico Pallavicino di Genova che provvede al restauro. Il marchese Domenico porterà da Genova anche l’amico il comandante D’Albertis che è l’artefice delle due meridiane della facciata a sud del castello, oggi solo parzialmente visibili.
Il racconto del castello è ricco di storie importanti o semplici aneddoti, alcuni di questi si potranno conoscere nella visita al castello durante questi appuntamenti.

Prenotazione obbligatoria per aperitivo e visita al 3343769833; ingresso 20€ www.castellodimorsasco.it

 

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