Terra - Sebastião Salgado

Sebastiao Salgado nasce in Brasile nel 1944. Si forma come economista prima in Brasile poi in Francia. Agli inizi degli anni ‘70, mentre lavorava per l’ Organizzazione Mondiale del Caffe’, inizia ad interessarsi alla fotografia. Da passione amatoriale, in breve tempo la fotografia diventa una vocazione e un progetto di vita. Salgado trova subito una nicchia di cui diventa protagonista, documentando come i cambiamenti ambientali, economici e politici condizionano la vita dell’essere umano. Ha lavorato su molti dei principali conflitti degli ultimi 25 anni, ma la sua opera piu’ famosa rimane probabilmente “La mano dell’uomo”, un colossale progetto sull’uomo e sul lavoro, realizzato in 6 anni attraverso 26 paesi, una delle piu’ importanti opere fotografiche del dopoguerra.
A meta’ degli anni ‘90, profondamente toccato dalla crudezza delle scene viste durante il genocidio in Ruanda, Salgado decide di dedicarsi ad un progetto ambientale presso l’hacienda di famiglia in Brasile. Contemporaneamente, sposta la sua attenzione di fotografo sulle tematiche ambientali, ed inizia a lavorare al progetto “Genesis” che lo portera’ ad abbandonare le sue caratteristiche di ritrattista, ed a realizzare un colossale omaggio al Pianeta, rappresentando animali e paesaggi non ancora contaminati dal progresso umano. Questa trasformazione nella sua carriera, e’ raccontata splendidamente nel film-documentario “Il sale della Terra”, di Wim Wenders.

La mostra fotografica “Terra”
Le 50 foto selezionate costituiscono un crudo e appassionato reportage sulle condizioni di vita, sui tormenti, sulle lotte e sulle conquiste dei contadini “Senza Terra” del Brasile. Sono state scattate da Salgado fra il 1980 e il 1996 e, da quell’anno, insieme all’omonimo libro “Terra”, girano il mondo, ospitate da sedi sindacali, chiese, università, spazi culturali e luoghi pubblici, attirando l’attenzione sull’opera del “Movimento dei Senza Terra” (“MST”).

L'atmosfera che accoglierà il visitatore è riflessiva e coinvolgente: impossibile non venir catturati dai cinquanta scatti in bianco e nero selezionate da Salgado per far conoscere al mondo la realtà dei Sem Terra, i lavoratori agricoli brasiliani che lottano per le loro vite e una manciata di terra. I loro ritratti, gli sguardi profondi, le scene di vita quotidiana così come quelle di tensione e protesta, parlano con graffiante poesia di contraddizioni e sopravvivenza, esodi e povertà, ambientate ai margini delle agricolture intensive.

Sebastião Salgado ha concesso l’uso gratuito delle immagini per sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema della distribuzione della terra in Brasile e per favorire la raccolta di fondi a sostegno del Movimento dei Senza Terra (MST). I fondi finora raccolti sono stati destinati alla costruzione di una scuola per la formazione professionale dei contadini senza terra.
La distribuzione della mostra, è curata dall’Associazione “Gruppo ’89” di San Giovanni al Natisone, che la custodisce per conto delle organizzazioni non governative “Frères des hommes Europe” e “Fundació pels drets col·lectius dels pobles”.
La mostra è arrivata in Friuli Venezia Giulia già da diversi anni e, da subito, ha iniziato a rivelarsi un'importante occasione di incontro e riflessione su alcune tematiche, soprattutto per chi era già sensibile alle realtà delle migrazioni; gli scatti sono di elevato livello tecnico ma ciò che le rende davvero splendide, è la qualità dei contenuti e degli spunti meditativi che regalano. Parlano agli occhi così come al cuore e la possibilità di viverla in questo splendido contesto, la rende un'emozione ancora più intensa e particolare.

 

 

 

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