Carlo Emanuele ed Alessandro La Marmora nel Risorgimento. Il meno conosciuto e il più amato dei quattro fratelli generali.
Lunedì, 15 Maggio 2023
Domenica 21 maggio ore 16 a Palazzo La Marmora.
Con Silvia Cavicchioli, Graziana Bolengo, Paolo Palumbo, Umberto Stupenengo,
presentazione dei libri “Alessandro La Marmora. Dal palazzo natio alla storia” di G. Cerchio e S. Cavicchioli, e “Da Venaria a Saumur. Gli Ussari piemontesi e il 26° Cacciatori a Cavallo” di P. Palumbo.
Con la partecipazione musicale di una rappresentanza della Fanfara Bersaglieri della sezione di di Biella e dello scultore Pier Sergio Allevi, autore del figurino storico di Carlo Emanuele in divisa napoleonica.
Palazzo La Marmora aderisce da anni alla Giornata Nazionale dell’Associazione Dimore Storiche Italiane e quest’anno nella giornata di domenica 21 dalle 10 alle 13 e dalle 14.30 alle 17.30 saranno visitabili gratuitamente gli spazi al primo piano: lo scalone di ingresso con la sua vetrata dipinta, il Salone da ballo settecentesco affrescato a trompe l’oeil dai fratelli Galliari, la ex-Sala del Biliardo che oggi ospita una mostra sui Quattro generali La Marmora e il Risorgimento, e la Grande Galleria, il salotto di Casa La Marmora fino al 1945 riportato alla sua bellezza originaria con ritratti e arredi e aperto al pubblico nel 2021.
I LIBRI
“Alessandro La Marmora. Dal palazzo natio alla storia” (Edizioni SGI, 2022)
Palazzo Ferrero della Marmora posto nell’isolato dell’Assunta in Torino fu, tra sette e ottocento abitazione della nobile Famiglia di cui porta il nome. Nel ripercorrerne brevemente la storia, Giuseppe Cerchio ne fa il punto di partenza per illustrare l’importanza dell’isolato nello sviluppo della città dal periodo barocco ad oggi. Il palazzo, infatti, nel 1960 è stato acquistato dalla Provincia di Torino ed è quindi entrato a far parte del complesso pubblico di dimore che comprende anche Palazzo Dal Pozzo della Cisterna.
Alessandro La Marmora, il futuro fondatore dei Bersaglieri, nacque qui il 27 marzo 1799 nei primi mesi dell’occupazione francese del Piemonte. Silvia Cavicchioli ce lo presenta a tutto tondo dall’infanzia trascorsa tra Torino, Biella-Piazzo e Villanova d’Asti all’educazione tra i paggi del principe Camillo Borghese, appassionato di matematica e fisica; dall’entrata nel ricostituito esercito piemontese alla travagliata fondazione dei Bersaglieri. E poi la spedizione d’Oriente, la morte e il rimpatrio della salma.
Non solo dati e racconto storico, ma come sempre fa, Silvia Cavicchioli entra nel personaggio e ne estrae i pensieri, le sensazioni, le emozioni, aiutata, in questo, dalla ricca corrispondenza conservata nell’archivio di famiglia. E non può mancare, nel finale, l’analisi della costruzione del mito legata alle cerimonie del rimpatrio della salma di Alessandro dalla Crimea.
Il libro è stato voluto dalla Consulta Permanente dei Consiglieri ed Amministratori della Provincia e della Città Metropolitana di Torino con l’Associazione Nazionale Bersaglieri.
“Da Venaria a Saumur. Gli Ussari piemontesi e il 26° Cacciatori a Cavallo” (Edizioni Il Maglio, 2023)
Con l’arrivo di Napoleone, le tradizioni secolari dell’esercito sabaudo furono assorbite e poi cancellate dal nuovo governo e molti militari, tra cui diversi ufficiali di nobile lignaggio, scelsero di servire nel nuovo esercito repubblicano, perdendo tutti i loro privilegi. Tra i vari reparti formati sotto le insegne repubblicane figuravano due reggimenti a cavallo: uno di ussari e l’altro di dragoni. Nei quadri ufficiali che componevano i due reparti, gli ufficiali ex nobili si trovarono al fianco di persone comuni che ebbero, grazie ai francesi, l’occasione per accrescere il loro prestigio sociale. Gli ussari, che nell’esercito francese erano considerati unità d’élite, erano una novità per la cavalleria piemontese. Il primo reggimento ussari fu accasermato per la prima volta a Venaria. Nel 1803 il reggimento di ussari piemontese fu trasformato nel 26° Cacciatori a cavallo e inquadrato nell’esercito francese. Da Austerlitz fino alla campagna di Germania del 1813 i cacciatori piemontesi si distinsero nelle principali battaglie combattute dall’esercito di Napoleone. Tra i personaggi noti che militarono nel 26°, il più importante fu Carlo Emanuele La Marmora, arruolatosi con brevetto da sottotenente nel 1806. Grazie alla sua testimonianza, la storia del 26° cacciatori si arricchisce di episodi utili alla comprensione della vita di un reparto di cavalleria del tempo. Non solo. Il giovane La Marmora ha lasciato una testimonianza importante della campagna di Spagna e della famosa battaglia di Medéllin del 1809. Carlo Emanuele fu, inoltre, osservatore delle gravi disparità che toccarono gli ufficiali piemontesi rispetto i parigrado francesi i quali erano favoriti negli avanzamenti e nelle sostituzioni.
GLI AUTORI
Silvia Cavicchioli insegna Storia contemporanea all’Università di Torino ed è direttrice scientifica del Museo nazionale del Risorgimento italiano. È membro del Consiglio Direttivo del Comitato di Torino dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano. Tra le sue ultime pubblicazioni I cimeli della patria. Memoria e politica nel lungo Ottocento (Carocci, 2022), Anita. Storia e mito di Anita Garibaldi (Einaudi, 2017), vincitrice del Premio Fiuggi Storia-Sezione Biografie 2017, e Public Uses of Human Remains and Relics in History, curato con L. Provero (Routledge, 2020).
Giuseppe Cerchio
È stato consigliere comunale a Chieri, amministratore regionale e provinciale di Torino. Ha promosso numerose leggi regionali e ha partecipato come relatore in convegni su politiche del lavoro, industriali e formazione professionale. È stato componente della Consulta deli Amministratori della provincia di Torino e dell’Associazione Consiglieri Regionali del Piemonte. È scomparso improvvisamente nel corso del suo impegno civico il 3 febbraio 2020.
Paolo Palumbo è storico militare. Per un periodo di tempo si è occupato di storia del terrorismo ottenendo diplomi in Israele e presso l’università di Saint Andrews. Dopo quella breve parentesi si è nuovamente dedicato alla sua grande passione: la storia napoleonica. Responsabile dell’area metropolitana di Torino dell’Associazione Souvenir Napoléonien, è anche membro della Società Italiana di Storia Militare e dell’Associazione Napoleonica d’Italia. Per la casa editrice “Il Maglio” ha pubblicato la storia del Nono Reggimento d’Assalto Paracadutisti “Col Moschin” e il libro “Fermi nel pericolo”. Attualmente lavora alla Reggia di Venaria per il Consorzio delle Residenze Reali Sabaude.