"Bruno Rosano L'eterna spinta ad andar per monti"
Martedì, 22 Aprile 2025
L'esposizione monografica presenta una trentina di fotografie in grande formato - tratte dall’archivio del grande scialpinista, fotografo e autore di memorabili libri, guide e cartine della Valle Maira - in cui sono protagonisti i laghi e le cascate dell’Alta Valle Maira, alcuni dei tanti “Tremila” da egli scalati, i molti rifugi, le grange innevate, i panorami a volo d’uccello sulla Ferrata degli Alpini Oronaye, i valloni con la famosa Rocca Provenzale, le “tende di ghiaccio” del Pis Passet e, infine, le vedute dei borghi di Elva, di San Damiano Macra e del medievale Pònt Rufin di Stroppo-Pessa, senza tralasciare l’ampia inquadratura che da Canosio raggiunge Rocca la Meja dal Becco Nero.
Ci sono proprio tutti, i principali ed eterni protagonisti di un paesaggio unico e straordinario che Bruno Rosano ha attraversato, cartografato, fotografato e poi pubblicato nei suoi volumi dedicati a far conoscere al pubblico e ai turisti amanti della montagna il contesto geografico e naturalistico delle montagne valmairesi. Con un particolare metodo di ripresa che negli anni ha sviluppato e perfezionato, realizzando scorci incredibili e attendendo per ore la luce del sole o del tramonto che potesse rivelare in un “momento irripetibile” il Lago Roburent colto dal versante francese in piena e cristallina aria diurna, il Lago Nero all’imbrunire e il Monte Chambeyron da Tê de la Frema.
Sono vedute ariose e maestose che restituiscono “quel” attimo speciale d’incanto e di bellezza che solo la natura sa offrire e che Bruno Rosano ha racchiuso nelle sue fotografie, scattate e rielaborate con empatia, maestria e fine sensibilità. Sono immagini che offrono nuove interpretazioni della montagna e che sono il frutto di un punto di vista originale e di particolare distinzione del suo lavoro. Si comprende come gli scatti fotografici, i libri, i calendari, le cartine geografiche e persino la carta stessa delle mappe scelta per resistere all’acqua e alla neve, fosse parte di un programma preciso di conoscenza della montagna, oltre che di sé stesso, impegnato ad «offrire cose nuove, mai viste prima, altrimenti – si chiedeva – per quale scopo fare ciò che già altri hanno sperimentato o pubblicato?».
Per i libri di scialpinismo saliva in vetta per fotografare il percorso di salita mentre per documentare il tragitto inverso si arrampicava su un’altra montagna. Amava creare le fotografie con un inusuale formato, strette e lunghe con un orizzonte largo, tanto da creare il più possibile ciò che l’occhio umano può vedere, come ampiezza di raggio visuale. Per fare ciò non usava mai degli obiettivi grandangolari, che deformano l’immagine ai bordi ma, con il cavalletto che si portava sempre nello zaino, eseguiva una serie di fotografie seguendo un andamento spaziale e abbracciando con lo sguardo l’intera scena di natura che si parava davanti ai suoi occhi.
La sublime bellezza del paesaggio alpino veniva colta in una successione di scatti lungo l’ampiezza circolare del suo sguardo aperto a ventaglio da sinistra a destra e viceversa. Tornato in studio, Bruno Rosano ricomponeva le varie sequenze in una sola, unica e spettacolare immagine. In questo modo era soddisfatto della resa di grande impatto visivo ottenuto che poi amava condividere con gli appassionati della montagna e con gli estimatori della sua opera, affascinati ed emozionati dalle rilevanti interpretazioni panoramiche nelle quali si condensavano più istanti di vita.
La prima tappa della mostra “Bruno Rosano. L’eterna spinta ad andar per monti” al Museo Mallé, con una trentina di fotografie tratte dal suo archivio, alcune inedite e altre scelte tra i migliori scatti, vuole essere un ricordo alla sua figura scomparsa prematuramente, un omaggio ripartito all’interno di un programma di valorizzazione e di studio che caratterizza il 2025 con le tre tappe espositive. Dopo Dronero, la mostra andrà ad Alba presso la Galleria Corsotorino18 (10 maggio-15 giugno), ed infine ad Acceglio presso la Confraternita di Chiappera (19 luglio-31 agosto, un luogo di partenza di molte escursioni di Bruno).
L’ingresso alla mostra è libero e gratuito e rientra nel circuito Abbonamento Musei.
La mostra è sostenuta dal Comune di Dronero, dalla Mamo Educational Foundation, dalla Galleria Corsotorino18, dalla Banca di Caraglio e dalla Regione Piemonte.
Orari di visita: ogni sabato e domenica dalle ore 15:00 alle ore 19:00.
Visite guidate e possibilità di aperture straordinarie infrasettimanali su prenotazione per singoli, gruppi e scolaresche.
Ad arricchire la mostra, un programma ricco di incontri, visite guidate, conferenze e laboratori.